La prima volta non si scorda mai (o forse si)

Ciao a tutti, sono Irene Benedetto, ho 19 anni e sono una studentessa del Politecnico di Torino.

In questo mio primo post non parlerò dell’IoT, ma ho deciso di fare un balzo indietro e scrivere della mia prima esperienza con internet.

Mi trovo in profondo imbarazzo a rispondere alla domanda “ti ricordi la tua prima esperienza con internet?” poichè non ricordo qual è stato il mio primo approccio con la rete.

E’ come se tutto non avesse mai avuto un inizio, come se fossi già nata nell’internet, surfando tra Youtube e Wikipedia.

Faccio parte della generazione Google, generazione lontana dalle precedenti che ha subito inconsciamente le mutazioni del mondo, entrandone a contatto prima ancora che la società ne vedesse il vero potenziale.

Quando mi iscrissi a Facebook, ricordo ancora la totale disapprovazione di mio padre nei confronti di questo social network. La frase che soleva ripetere (e che ancora ogni tanto ricorda puntualmente) è :“Dovrei cambiare lavoro e iniziare a fare il ladro. Visto che tutte le persone condividono con tutti i loro movimenti, farei una fortuna!”.

In parte è vero. Pare che i social network abbiano saputo rispondere bene all’esigenza di essere ”famosi per 15 minuti” come Andy Warhol disse. Dire a tutti i propri movimenti è diventata un’ossessione, inconcepibile per un uomo nato negli anni ‘60, che invece non disturba una nativa digitale come me, cresciuta in questa culla.

Scrivania, libri e pc
Fonte PDP

Quando dovetti fare una ricerca di geografia in prima media, i miei genitori rimasero scioccati dalla mole di informazioni che potevo racimolare e con grande amarezza chiusero tutti i libri che acquistarono per il mio progetto.

Ed è proprio la grande quantità di informazioni che potevo raccogliere creò due grandi problemi: il primo fu quello che era difficile per me schematizzare e riassumere i concetti in poche, brevi e personali frasi, e questo mi portò ad avere qualche insuccesso scolastico; il secondo invece riguarda la quantità di tempo impiegata.

Sicuramente internet consentiva un risparmio per quanto riguarda ritrovare le informazioni, ma anche una grande fonte di distrazione, un libro non consentiva di passare da una ricerca della geografia all’ultimo film di Sean Connery, invece internet si, in un batter di click.

Penna
Fonte Pixabay

Molto probabilmente fu proprio questa la prima volta che navigai in internet: era la vittoria del computer sul dizionario, della tastiera sulla penna, con qualche ferita insomma.

E da li cominciai a navigare in maniera spedita: prima Youtube, poi l’iscrizione a Facebook, la creazione di un profilo Instagram, 500px, e ancora, la partecipazione in un blog di fotografia e letteratura, Spotify, fino ad arrivare alla ricerca disperata di dispense e materiali per lo studio su Studenti.it.
Insomma, ora internet è una necessità.

Di Irene Benedetto

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