Il mio internet, dalla Preistoria all’Iperspazio

Ciao a tutti gli internauti che visitate il nostro blog!

Sono Christian e studio al Politecnico di Torino, io e altri tre miei compagni Luca, Irene e Giuseppe seguendo il corso di Rivoluzione digitale abbiamo deciso di parlarvi dell’ “IoT” o “Internet of Things”, ma non è questo il giorno, perché in questo piccolo articolo ho deciso di parlarvi, o meglio cercare di ricordarmi la mia prima esperienza nell’universo di internet.

Prima di iniziare devo avvisare tutti del fatto che non sono molto sicuro di tutto quello che vi racconterò, principalmente perché quando, da bambino, iniziai a usare internet, o meglio, il computer mai avrei pensato di doverlo raccontare e descrivere dopo più di 10 anni proprio li su internet.

Il mio viaggio inizia nei primi anni del 2000 quando i miei genitori portarono a casa il nostro primo “computer”, un pc fisso, se cosi si può definire, ingombrantissimo, confronto al tablet che sto usando adesso per raccontarvelo.

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La vecchia Amiga 600 ( fonte: wikipedia.org )

Purtroppo, o per fortuna per iniziare a conoscere internet ho dovuto aspettare ancora un po’ di tempo, perché vivendo vicino a Domodossola (proprio quella della D!) immerso tra i boschi e le montagne preferivo uscire con i miei piccoli amici visto che non capivo realmente a cosa servisse, o più probabilmente non era ancora disposizione un buon servizio.

Quando ero non più vecchio di sette o otto anni mi limitavo principalmente a usare il computer per giocare al gloriosissimo “Monkey Island” o a disegnare su “Tux Paint”. In seguito con le scuole elementari è nata una vera e propria necessità quando la maestra ci assegnava le prime ricerche da fare a casa di storia o geografia… Anche se sono sicurissimo che per qualcuna abbia usato ancora l’enciclopedia cartacea, perché il primo modem adsl che ha avuto la mia famiglia è stato un Alice di cui non ricordo nemmeno il nome, ma era tondo , nero con una striscia rossa tipo Kit, e io più che per navigare lo usavo come un Enterprise per giocare con i soldatini.

Monkey Island
Uno screen di Monkey Island ( fonte: dosgamesarchive.com )

Crescendo ho iniziato a capire realmente, anche se in piccola parte cosa significasse navigare sulla rete, infatti giunto il periodo delle scuole medie, la famiglia Conti si era evoluta con un nuovo modem e il suo primo computer portatile, un vecchio Toshiba spesso almeno 4 o 5 centimetri. In questo periodo internet iniziava a prendere il sopravvento per comodità e facilità d’uso, in più a quest’età oltre che con la geografia e le spiegazioni di matematica su  Youtube sono venuto a contatto con il mio primo social network Facebook, sul quale devo dire non ho molto da raccontare anche perché fino alle superiori avevo cinque o sei amici, contando mia mamma, visto che non ne capivo e non capisco tutt’ora a pieno la sua utilità, se non quella di farsi due risate con qualche meme…

Un altro grande passo verso la rete è arrivato crescendo e con la scuola superiore, infatti è un periodo in cui conosci moltissima gente, e inizia a definirsi il tuo futuro,  si iniziano a conoscere le prime ragazze e avere le prime grandi “cotte” in amore! Verso la fine di questo periodo dopo aver perlustrato alla bene e meglio internet con le mie conoscenze mi sono accorto che iniziava lentamente ma inesorabile il mio declino verso la monotonia di internet.

Giungo velocemente all’ultima tappa del  mio viaggio spiegandomi meglio, negli ultimi anni internet per me oltre che un grande strumento di ricerca è diventato parte integrale della mia vita, anche se trovo che non lo utilizzi affatto, pur essendo sempre collegato, ormai nella società potrei quasi dire media, compreso me, e penso molti altri ragazzi soprattutto quelli più giovani, la rete viene utilizzata solo per navigare su Facebook , Instagram, Youtube, al più Twitter o SoundCloud o le altre mille app di Zuckerberg, Google, o qualche altro pazzo genio della Silicon Valley.

Con questa mia riflessione un po’ più personale giungo alla mia cameretta in cui sto scrivendo questo post, e scoprendo le grandissime potenzialità dei blog personali, quindi  vi aspetto nel mio prossimo post sull’ “IoT”.

Christian Conti

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