Non è tutto oro ciò che luccica

Lo sviluppo delle smart cities ha con se alcune criticità, tra cui la gli effetti negativi dovuti al forte impulso economico che esse necessitano.

Le città, secondo i critici, si trasformerebbero in enormi magazzini di dati, utili a esperti di marketing di grandi imprese, che carpirebbero informazioni necessarie per aumentare il loro volume produttivo, studiando in maniera più approfondita il comportamento umano.

Le grandi imprese potrebbero avere un’influenza eccessiva e potrebbero diventare gli unici artefici del progresso in campo tecnologico, creando un oligopolio che causerebbe una inefficiente redistribuzione delle ricchezze, sempre più a favore delle città più economicamente stabili.

In altre parole, i capitali si muoverebbero sempre più verso le zone benestanti, lasciando indietro quelle che non riescono a stare al passo con i tempi.

Fantozzi_e_filini

Che il rischio sia quello di diventare dei Fantozzi, sopraffatti dalle grandi imprese? (Wikipedia)

Un problema che affligge l’Italia non solo nel settore delle città intelligenti, è quello del “Tante idee ma poco collegate”. Resta profondo il divario tra Nord” come scrivono sul Corriere della Sera le giornaliste Silvia Morosi e Greta Sclaunich.

Secondo uno studio dell’Anci del 2016, sono stati lancianti 1308 progetti, coinvolgendo 15 milioni di cittadini di 158 comuni (3.7 miliardi di euro circa), molti però dei quali presentano la dicitura «approvato e in attesa di avvio» o quella di «avviato e in sviluppo».

«La mappa italiana è ricca di eccellenze ma è frammentata e ancora a macchia di leopardo», conferma Gianni Dominici al Corriere, direttore generale di Forum PA. Manca «la volontà di fare sistema e unire ai singoli progetti anche una visione di progetto paese-città».

Disparità economica e realtà differenti portano ancora un divario nord-sud; dopo il 43esimo posto tra le città italiane del sud più smart vi è Cagliari, Lecce, e Matera.

Qual è la causa? Un’economia un po’ incerta, traballante, e ancora forte lacune culturali e politiche non aiutano lo sviluppo del settore dell’alta tecnologia in queste zone.

Quarto_Stato

Il Quarto Stato, Giuseppe Pellizza da Volpedo  (1868–1907), raffigura il divario nord-sud a cavallo tra il 1800 e 1900, fonte Wikipedia

Inoltre vi è il rischio che le aziende adottino sempre più strategie di breve periodo, per soddisfare le esigenze prossime del cittadino: se prima la smart city è nata a fronte di un gravoso problema ambientale, ora si potrebbe trasformare in una causa.

Il caso di Genova

La città ligure, nel 2012 vinse ben tre bandi comunitari per lo sviluppo urbano, concernente quattro punti;

  • Pianificazione sostenibile, ovvero, coinvolgimento del comune e di imprese private per la scrittura di un manuale di città intelligente
  • Tele-riscaldamento e tele-raffreddamento, realizzazione di una rete energetica locale che sfrutti le differenze di pressione presso la stazione di arrivo del metano e costruzione di un impianto di turbo-espansione e una centrale di cogenerazione
  • Riqualificazione energetica: sviluppo di strategie per la riduzione (totale in alcune aree) de consumi energetici.

Insomma, ottimizzazione delle risorse, senza mezzi termini secondo il post di Digital4Executive.

Genova_panorama_Porto_Antico

Porto Antico, Genova (immagine presa da Wikipedia)

L’articolo “Genova fa incetta di fondi europei” (Il Sole 24 Ore, 3 aprile 2012) dopo aver esaminato attentamente il caso, sottolinea che i finanziamenti non sono stati vinti dal soggetto pubblico, bensì da partnership dove la partecipazione di privati era la maggioranza (tra cui  Enel). Si evince quindi la pericolosità di lasciare un settore così sensibile ad un soggetto privato che auspica principalmente al profitto personale e non al benessere della comunità.

Il settore pubblico non può svolgere un ruolo di sussidio al mercato, ma deve essere un soggetto attivo, in grado di porre l’interesse collettivo innanzi a quello soggettivo.

 

Irene Benedetto

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...