Ambilight: anche l’occhio vuole la sua parte

Chi l’ha detto che l’IoT riguarda solamente domotica ed automatismi?! Le infinite possibilità espressive e creative che offrono le nuove tecnlogie sono limitate solo dalla nostra immaginazione. Ambilight è uno degli esempi più lampanti di come anche a livello estetico il mondo stia cambiando. E non parlo di computer che da grossi scatoloni diventano comode tavolette delle dimensioni di una tasca. Parlo del livello successivo.

Cosa è Ambilight?

Ambilight è l’abbreviazione di “ambient light“, tecnologia di gestione dei colori sviluppata da Philips nel 2002 e commercializzata per la prima volta nel 2017 per espandere l’esperienza d’uso dei propri televisori. Il video qui sopra mostra uno dei primi modelli commercializzati con questa innovazione. L’effetto creato è davvero bello e soprattutto immersivo. L’idea di base è semplice: espandere l’immagine del televisore oltre i limiti fisici dello schermo. L’enorme versatilità dei led RGB si rivela chiave. Ambilight non è solo una chicca puramente estetica, ma permette riduce l’affaticamente diretto degli occhi durante la visione al buio (poichè illumina la parte circostante della parete) e aumenta enormemente l’immersività dello spettatore nella scena, che sia un tranquillo telefilm o un bel colossal cinematografico, e perchè no, anche un bel videogame.

Verso l’infinito e oltre

In ambito videoludico, alcuni anni fa Microsoft ha presentato una tecnologia in fase di test che sfrutta la stessa idea di Ambilight evolvendola ulteriormente. IllumiRoom (questo il nome di una Xbox 360 abbinata a un proiettore posto dietro il divano) aveva stupito i videogiocatori di tutto il mondo preannunciando una nuova era. In realtà l’interesse per uno “schermo espanso” è molto calata a causa dell’affermazione graduale della Realtà Virtuale in ambito gaming, e del propotipo di Microsoft Research se ne son perse le tracce. Resta però interessante notare come a molti farebbe gola poter giocare in tutta la parete di casa senza rinunciare all’alta definizione del proprio televisore. Di seguito una demistrazione delle enormi potenzialità che IllumiRoom potrebbe avere ancora oggi:

Fai da te – Colossi dell’IT: Uno a zero.

Nuova idea, nuovi problemi di compatibilità, nuova community di sviluppatori. Essendo una tecnologia di nicchia, Philips tende ad implementarla solo nei modelli di punta e la concorrenza non ha espliciti piani di includere qualcosa di simile in futuro nei propri prodotti. Però potrebbe essere davvero comodo poter implementare ciò nel proprio monitor o nel proprio televisore nel breve periodo. Magari accanto ad un bell’impianto da Home Theater. Qualche alternativa già pronta c’è, come AmBX, ma i costi e le limitazioni rimangono abbastanza alti. Eppure basterebbero un paio di led e una devboard, in fin dei conti. Ed ecco che entra in gioco l’immensa comunità che si cela dietro ad Arduino, Raspberry Pi e altre dev board. Il progetto più importante e completo è Hyperion, open source e migliorato di giorno in giorno. L’assemblaggio di un sistema simile è molto semplice, sia per PC sia per TV e sul web è possibile trovare guide in tutte le lingue e in tutti i livelli di dettaglio. Tra i più interessanti segnalo l’accoppiata “Mediacenter + Ambilight” realizzabile con un RasPi 3 oppure qualcosa di più specifico a meno di 30€ con Arduino Nano.

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L’effetto realizzabile in casa con una striscia led per pochi euro vale davvero la mezz’ora di lavoro. La configurazione è molto semplice anche per utenti inesperti e non sono necessarie neanche saldature. Nell’immagine Hyperion, uno dei tanti progetti clone disponibili sul web, raggiunge, se non addirittura supera, le prestazioni di Ambilight. Immagine appartenente all’utente “paddy” tratta da hyperion-project.org

In conclusione, Ambilight risulta uno dei primi esperimenti per una tecnologia che non sia solo performante e utile, ma sia anche bella e piacevole da interagire. Inoltre pongo l’attenzione su un dettaglio affascinante: Philips sviluppò i primi prototipi nel 2002 per poi commercializzare la prima TV con essa nel 2016. E chissà quante altre novità tecnologiche sono celate nel nostro futuro e nei lavorati di ricerca dei colossi dell’IT.

Immagine in evidenza tratta da Wikimedia.org

Articolo a cura di: Giuseppe Condò

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