Etica e IoT

Dopo svariate settimane e post dei miei amici mi sembra doveroso trattare anche questo argomento “un po’ più umano” legato a questa era tecnologia in espansione: l’etica.

Un’argomento alquanto complicato e contorto a partire dalla definizione della parola, in breve, etica secondo la definizione Treccani è quel ramo della filosofia che si occupa di qualsiasi forma di comportamento da quello umano a quello politico, nello specifico di distinguere due sfere di azioni, buone e cattive.

Etica
Immagine tratta da: flickr.com

Risulta facile pensare come questo può essere un argomento quasi totalmente ininfluente nel mondo dell’IoT DIY, ma bisogna ricordarsi che l’IoT raggruppa tutte le cose connesse in rete, e secondo alcune stime di McKinsey & Co., una società internazionale di consulenza manageriale gli oggetti in rete nel 2015 erano oltre 5 miliardi.

Perciò all’interno del mondo dell’IoT rientrano anche grandi società private, che “ascoltano” tutto ciò che accade in torno e crea i Big Data, che possono portare a ottimizzazioni nei processi industriali, nella impiego di risorse, ma queste informazioni possono anche essere rivendute a terzi per conoscere le preferenze delle persone.

Però prima di analizzare i vari rischi dell’IoT, mi sembra doveroso eseguire una sorta di “distinzione” tra etica reale ed etica applicabile, secondo il codice etico per l’IEEE “bisogna trattare in modo equo tutte le persone indipendentemente da fattori quali la razza, la religione, il sesso, la disabilità, l’età o la nazionalità” (IEEE, 2012). Proprio quest’ultimo punto non è applicabile all’IoT perché esistono posti dove moltissime persone, o paesi non possono essere connessi a Internet, discriminando quelle persone che non riescono ad avere accesso a Internet.

Distinguendo cosi l’etica come quello strumento per regolamentare il mercato dell’IoT, in continua crescita e non esattamente definito.

In breve, riassumendo gli aspetti più importanti da preservare:

  • I dati personali sono parte dell’individuo e non dovranno essere visti dalle aziende soltanto come potenziale profitto, inoltre dovrà essere cura oltre che dell’individuo stesso, anche delle aziende formare i clienti, in modo da creare un vantaggio reciproco.

  • Bisognerà rispettare la privcy, preservare le informazioni individuali sotto alti standard di sicurezza e anonimato.

  • Le persone dovranno avere il diritto di conoscere e scegliere quali dati condividere, e di opporsi all’uso secondario non autorizzato se necessario.

  • Tutti coloro che avranno accesso ai dati dell’individuo saranno responsabili della custodia degli stessi.

  • Comunicare in modo trasparente con i clienti.

 

 

 

Alcune fonti utili:

The Internet of Things (EN)

The Internet of Things Needs a Code of Ethics (EN)

Un’etica per l’internet delle cose (direttamente dalla Torino)

 

 

Christian

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...