Come l’IoT ha rivoluzionato le industrie

La rapida diffusione dell’IoT durante quest’ultimo decennio coinvolge anche l’ambito industriale; le tecnologie, la sensoristica e la grande rete di dati dell’IoT, vengono messe a disposizione delle industrie, con lo scopo di unire ad una produzione tradizionale, il supporto di oggetti tecnologici che forniscono dati e intelligenza artificiale.

Si parla sempre più spesso di industria 4.0 ma non è semplice cogliere le differenze dei vari step evolutivi, per essere chiari su tutto ciò, l’Osservatorio dell’IoT del PoliMi ha deciso di dare una definizione rigorosa: «Questa nuova ondata di innovazione digitale nei processi operativi (manifatturieri e logistici) sta portando velocemente alla Quarta Rivoluzione industriale, dopo la prima legata alla macchina a vapore (fine 1700), la seconda alla produzione di massa (inizi del 1900) e la terza dall’avvento dei primi computer nelle fabbriche (1960-1970)»

Unire le tecnologie fornite dall’IoT alla produzione industriale comporterebbe un aumento esponenziale dell’efficienza e della qualità del lavoro; è facile capire che, avere la possibilità di poter controllare quadri elettrici e macchinari a controllo numerico, dal proprio ufficio, rappresenta un grosso vantaggio nella gestione di un industria.

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Dall’industria 1.0 all’industria 4.0 (fonte Wikipedia)

Considerando il lato economico, l’Industrial IoT è in rapida crescita e rappresenta uno dei mercati più promettenti. Una ricerca di Accenture mette in evidenza che l’uso di dispositivi tecnologici nell’ambito industriale e manifatturiero potrebbe arrivare ad avere un impatto mondiale di 14.200 miliardi di dollari entro il 2030.

Esaminando invece gli impatti sull’economia italiana, il mercato dell’IIoT (Industrial Internet of Things), porterebbe ad un aumento del PIL del 1,1%, anche se tutt’ora l’Italia resta il fanalino di coda rispetto a Paesi più predisposti a cogliere le potenzialità dell’IoT.

Un esempio di industria 4.0 in Italia, è dato dallo stabilimento FCA a Cassino (Frosinone), rinnovato con l’avvio della produzione dell’Alfa Romeo Giulia e Stelvio. La collaborazione con altri grossi partner, tra cui Samsung, ha permesso di affinare l’efficienza della catena produttiva e a contribuire ad una migliore qualità del lavoro.

Per rendere possibile tutto ciò sono stati integrati dei monitor touchscreen lungo tutta la linea di produzione, sui quali viene mostrato l’andamento della produzione ed eventuali anomalie; un ulteriore aiuto agli operai è dato dalla possibilità di visualizzare tutte le informazioni della vettura su uno smartwatch di casa Samsung, in questo modo viene velocizzata la fase di montaggio, infatti l’operaio guardando semplicemente il polso riesce subito a sapere la lista delle operazioni da compiere sul veicolo in lavorazione.

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Utilizzo degli smartwatch nell’ambito lavorativo (fonte: Flickr)

E’ chiaro che tutto ciò rappresenta solo il primo step evolutivo dello Smart manufacturing, e nonostante le basi di questa nuova rivoluzione industriale possano sembrare già consolidate, nella seconda fase l’IoT darà un ulteriore slancio competitivo alle industrie del futuro, aumentandone ancor di più l’efficienza e la produttività.

Articolo a cura di Luca Fumarola

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